Quando la popolarità diventa uno strumento di prepotenza e il cittadino comune si ritrova solo davanti a un esercito di follower.
La nuova prepotenza digitale
C’è una forma di prepotenza che negli ultimi anni è diventata talmente comune da essere considerata quasi normale. È quella esercitata da chi dispone di una grande visibilità sui social nei confronti di chi non ne ha. Giornalisti, opinionisti, influencer e personaggi più o meno noti che, grazie a migliaia di follower, possono trasformare una polemica qualsiasi in una pubblica umiliazione. Non hanno necessariamente bisogno di minacciare qualcuno o di invitare esplicitamente i propri seguaci ad attaccarlo. A volte è sufficiente pubblicare uno screenshot, accompagnarlo con una battuta sprezzante, indicare un bersaglio e lasciare che il resto lo faccia la folla.





