Last Updated on 22 Luglio 2025 by Samuele Corona
Tra le numerose composizioni strumentali emerse durante il folk revival britannico degli anni ’60, Judy di John Renbourn è uno di quei brani che riescono a lasciare un segno duraturo.
Pubblicata nel 1965 sul suo album di debutto, la traccia è costruita su tre brevi sezioni che mostrano pienamente lo stile chitarristico distintivo dell’autore: elegante, misurato, sempre melodico.
John Renbourn è stato un chitarrista tecnicamente raffinato, ma soprattutto un visionario eclettico, capace di fondere folk britannico, blues, musica rinascimentale e jazz in un linguaggio unico.
- Unpentangled:
- John
- Sixties
- CD audio — Audiolibro
- 05/31/2019 (Data di Pubblicazione) - Editore: Cherry Tree Records
Non semplicemente un “genio” nel senso classico, ma un artigiano del suono colto e inquieto, che ha ampliato i confini della chitarra acustica senza mai cedere alla vanità tecnica.
John Renbourn, virtuoso della chitarra acustica e pioniere del folk britannico
Nato nel 1944 a Marylebone, Londra, Renbourn studiò al Kingston College of Art, senza completare gli studi, perché preferì dedicarsi completamente alla musica.
Dopo l’esperienza con i Pentangle (1967–1973), si trasferì in Scozia. Viveva in una cappella ristrutturata nelle Scottish Borders, vicino a Hawick.
Il giornalista Peter Paphides in un articolo per The Guardian descrive la casa di John Renbourn come un’abitazione molto isolata, una vecchia cappella “remota”, raggiungibile solo tramite un ponte pedonale.
John conviveva con 4 o 5 giradischi sparsi per la casa, migliaia di vinili, tra cui copie rare come un originale di Lena Hughes (“Queen of the Flat‑Top Guitar”), una buona scorta di vino, moltissimi libri conservati con cura ma senza ordine formale, centinaia di scatolette impolverate contenenti cibo e condimenti, e circa 20 chitarre.
La descrizione di Paphides rafforza l’immagine di Renbourn come un eremita musicale, immerso nei suoi vinili, negli strumenti e nei libri, più che nella quotidianità ordinaria.
Renbourn amava viaggiare con il suo fidato furgone verde, evitando alberghi e comodità moderne. Amava la libertà della strada, anche quando la lucidità non era esattamente al massimo.
Peter Paphides descrive una scena conviviale in casa di Renbourn: vino abbondante versato continuamente da una brocca, la condivisione di formaggio e salumi e momenti di amicizia in cui il bere era l’elemento centrale
Dopo la serata, con entrambi decisamente alticci, fu Renbourn a insistere per riaccompagnare il giornalista al B&B. Alla guida del suo furgone verde, John entrò trionfalmente nel vialetto dell’affittacamere… distruggendo le aiuole.
La padrona di casa, allarmata dal rumore e dalla scena surreale, se la prese furiosamente con Paphides per aver permesso a Renbourn di accompagnarlo al B&B e disse a quest’ultimo che se non avesse lasciato il furgone immediatamente, avrebbe chiamato la polizia.
Judy di John Renbourn, evoluzione del brano e intepretazione personale
Negli anni, Judy ha subito delle modifiche nelle performance dal vivo. Il brano è rimasto riconoscibile, ma l’autore vi ha introdotto variazioni: piccole modulazioni ritmiche, cambi di dinamica, sfumature nell’articolazione.
La versione originale di Judy (1965) è quella più pulita, quasi scolastica, registrata in presa diretta con pochissimo riverbero. Le versioni dal vivo successive (anni ’90 – 2000) mostrano un Renbourn più libero ritmicamente, con variazioni nei bassi e in alcuni passaggi armonici dove arrichisce la melodia con abbellimenti in stile barocco e in stile folk celtico.
La cover che propongo in questo video si ispira proprio a queste versioni dal vivo dei primi anni 2000. Si tratta di un’interpretazione abbastanza fedele ma con alcune semplificazioni nell’arrangiamento, pensate per mantenere la fluidità del pezzo senza complicare l’esecuzione.
La mia interpretazione di Judy vuole essere un omaggio semplice e sincero a John Renbourn, che ci ha lasciato nel 2015. Non ho certo la pretesa di replicarne il tocco o lo stile in modo filologico: le mie capacità tecniche non sono certo virtuosistiche, ma spero di aver rispettato lo spirito del brano, con tutto il rispetto e l’attenzione che merita.
Se ti è piaciuta la mia cover metti un like e iscriviti al mio canale You Tube 🙂
Grazie per la lettura e l’ascolto!
Articoli consigliati
- Golden Brown degli Stranglers: Un Capolavoro tra Barocco, Punk e Mistero
- L’uomo che diventò fan di Johnny Cash dopo un intervento al cervello
- Quando Paul McCartney stava per lasciare i Beatles per un lavoro in fabbrica
John Renbourn. I CD più venduti online
Ecco i 3 CD di John Renbourn più venduti online, con informazioni sul prezzo e valutazione di chi li ha acquistati.

