Last Updated on 23 Agosto 2026 by Samuele Corona
Ci sono momenti in cui abbiamo la sensazione che le nostre giornate siano completamente piene. Il lavoro, gli impegni, la casa, le scadenze, i messaggi a cui rispondere, le commissioni da fare. Arriviamo a sera stanchi, con la sensazione di aver fatto moltissimo e, allo stesso tempo, di non aver dedicato abbastanza tempo a ciò che conta davvero.
Ma siamo sicuri che il problema sia la mancanza di tempo?
Forse, qualche volta, il problema è semplicemente l’ordine con cui riempiamo le nostre giornate.
Una famosa storia, conosciuta come “la lezione del barattolo pieno”, utilizza un barattolo, alcune palline da golf, dei sassolini, della sabbia e due bicchieri di vino per spiegare un principio tanto semplice quanto importante: nella vita bisogna imparare a riconoscere le proprie priorità.
*Libro consigliato: “Zero sforzo” di Greg McKeown
È una metafora che vale la pena rileggere ogni tanto, soprattutto nei periodi in cui tutto sembra urgente e non riusciamo più a distinguere ciò che richiede davvero la nostra attenzione da ciò che, invece, può aspettare.
La lezione del professore e il barattolo vuoto
Un professore, prima di iniziare una lezione di filosofia, sistemò alcuni oggetti sulla cattedra.
Quando gli studenti furono pronti, senza dire una parola prese un grosso barattolo di vetro vuoto e cominciò a riempirlo con delle palline da golf.
Quando non riuscì più a inserirne altre, guardò la classe e domandò:
“Il barattolo è pieno?”
Gli studenti osservarono il contenitore e risposero di sì.
Il professore, però, prese una scatola piena di piccoli sassolini e la rovesciò nel barattolo.
Poi lo scosse delicatamente.
I sassolini scivolarono negli spazi rimasti vuoti tra una pallina da golf e l’altra.
Il professore guardò nuovamente gli studenti.
“Adesso il barattolo è pieno?”
Questa volta gli studenti, divertiti e incuriositi, risposero ancora di sì.
Ma la dimostrazione non era finita.
Il professore prese una scatola di sabbia e la versò lentamente nel barattolo.
I minuscoli granelli penetrarono negli spazi ancora disponibili tra i sassolini e le palline da golf, fino a quando sembrò davvero impossibile aggiungere qualcos’altro.
Per la terza volta il professore domandò:
“Ora è pieno?”
La classe rispose con un sì unanime.
A quel punto il professore si chinò sotto la cattedra e tirò fuori due bicchieri di vino rosso.
Li versò completamente nel barattolo.
Il vino penetrò tra i granelli di sabbia, occupando anche gli ultimi minuscoli spazi rimasti liberi.
Gli studenti scoppiarono a ridere.
Che cosa rappresentano le palline da golf, i sassolini e la sabbia
Quando le risate si furono calmate, il professore spiegò il significato dell’esperimento.
“Immaginate che questo barattolo rappresenti la vostra vita.”
Le palline da golf rappresentano le cose veramente importanti.
La famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le passioni, i sogni e tutto ciò che attribuisce un significato profondo alla nostra esistenza.
Sono quelle cose che, anche se tutto il resto venisse meno, sarebbero ancora capaci di rendere la nostra vita piena.
I sassolini rappresentano invece le cose certamente importanti, ma non essenziali allo stesso modo: il lavoro, la casa, l’automobile, gli impegni quotidiani e tutto ciò che contribuisce alla nostra sicurezza e al nostro benessere materiale.
Infine c’è la sabbia.
La sabbia rappresenta tutte le piccole cose.
Le incombenze quotidiane, le preoccupazioni minori, le distrazioni, le questioni che sembrano urgentissime sul momento ma che, osservate a distanza di qualche settimana o di qualche anno, spesso perdono gran parte della loro importanza.
Ed è proprio qui che si nasconde la vera lezione del barattolo.
Se il professore avesse versato per prima la sabbia, il barattolo si sarebbe riempito rapidamente e non ci sarebbe stato spazio sufficiente per le palline da golf.
La stessa cosa può succedere nella nostra vita.
Quando riempiamo la vita partendo dalla sabbia
Possiamo trascorrere intere giornate occupandoci di piccole cose.
Una telefonata, una notifica, una commissione, una faccenda domestica, una discussione inutile, una preoccupazione che continuiamo a rimuginare.
*Libro consigliato: “Quattromila settimane” di Oliver Burkeman

Ognuna, presa singolarmente, sembra richiedere poco tempo.
Ma tutte insieme possono occupare ogni spazio disponibile.
E così rischiamo di arrivare alla fine della giornata senza aver parlato davvero con le persone che amiamo, senza esserci presi cura di noi stessi, senza aver coltivato una passione o semplicemente senza esserci concessi un momento per vivere ciò che ci rende felici.
Il messaggio della storia non è che il lavoro, la casa o le responsabilità quotidiane non siano importanti.
Lo sono.
Il punto è un altro: non tutto ciò che richiede la nostra attenzione merita la stessa quantità di tempo e di energia.
Se permettiamo alla “sabbia” di entrare per prima nel nostro barattolo, rischiamo di non trovare più spazio per ciò che conta davvero.
Per questo il professore invita i suoi studenti a occuparsi innanzitutto delle proprie palline da golf.
Prendersi cura della salute.
Trascorrere tempo con i figli.
Coltivare l’amore e l’amicizia.
Dedicarsi alle proprie passioni.
Fare quelle esperienze che continuiamo a rimandare aspettando il momento perfetto.
Perché alcune cose possono aspettare.
Altre, invece, no.
La vera lezione: scegliere prima ciò che conta davvero
Il barattolo ci insegna qualcosa che nella frenesia quotidiana tendiamo facilmente a dimenticare: avere delle priorità significa anche accettare che non tutto possa essere una priorità.
Se tutto è importante, niente lo è veramente.
Definire le proprie “palline da golf” significa allora fermarsi e chiedersi:
Quali sono le cose che, alla fine, vorrei aver protetto maggiormente nella mia vita?
La risposta sarà diversa per ciascuno di noi.
Per qualcuno saranno la famiglia e i figli. Per altri una relazione, un’amicizia, la salute, un progetto, una vocazione, una passione o il desiderio di conoscere il mondo.
Non esiste un barattolo identico per tutti.
Ed è proprio questo il punto.
Dobbiamo essere noi a decidere quali siano le nostre palline da golf, perché se non lo facciamo consapevolmente sarà la quotidianità a scegliere al posto nostro.
E la quotidianità ha una caratteristica particolare: tende sempre a riempirsi.
Ci sarà sempre qualcosa da sistemare.
Ci sarà sempre una mail da leggere, una commissione da fare, un problema da risolvere o un impegno che sembra impossibile rimandare.
La sabbia, in altre parole, non finisce mai.
Il nostro tempo, invece, sì.
E i due bicchieri di vino?
Alla fine della spiegazione, una studentessa alzò la mano.
*Libro consigliato: “Meditazione per comuni mortali di Oliver Burkeman
C’era ancora qualcosa che non aveva capito.
“Professore, che cosa rappresenta il vino?”
Il professore sorrise.
“Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve a dimostrare che, per quanto possa sembrarti piena la tua vita, c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico.”
Ed è forse proprio questo piccolo finale a rendere la storia così memorabile.
Perché, dopo aver parlato di priorità, responsabilità e tempo, la lezione ci ricorda che vivere non significa soltanto organizzare perfettamente la propria esistenza.
Significa anche concedersi qualcosa di apparentemente inutile.
Una cena improvvisata.
Una passeggiata.
Una telefonata a un vecchio amico.
Una serata trascorsa a parlare senza guardare l’orologio.
Un bicchiere di vino condiviso con qualcuno a cui vogliamo bene.
Sono piccoli momenti che difficilmente troveremo scritti nella lista delle cose urgenti da fare, eppure possono diventare alcuni dei ricordi più preziosi della nostra vita.
Quali sono le palline da golf della tua vita?
La lezione del barattolo pieno non ci invita a trascurare i nostri doveri e nemmeno a vivere ignorando le responsabilità.
Ci invita, piuttosto, a mettere le cose nel giusto ordine.
Prima ciò che dà significato alla nostra esistenza.
Poi ciò che è importante.
Infine tutto il resto.
La casa potrà essere sistemata anche domani. Alcune mail possono aspettare. Non tutte le discussioni meritano una risposta e non ogni piccolo problema deve trasformarsi in una grande preoccupazione.
Il tempo dedicato alle persone che amiamo, alla nostra salute e alle esperienze che desideriamo vivere, invece, non sempre può essere recuperato.
Forse allora, quando ci sentiamo sopraffatti dagli impegni, dovremmo immaginare di avere davanti a noi quel grande barattolo di vetro e porci una domanda molto semplice:
“Con che cosa sto riempiendo la mia vita?”
Perché possiamo avere giornate completamente piene e, nonostante questo, lasciare vuote proprio le parti più importanti della nostra esistenza.
La vera sfida non consiste nel riuscire a mettere sempre più cose nel barattolo.
Consiste nel sapere che cosa mettere per primo.
E magari, dopo aver sistemato le nostre palline da golf, i sassolini e perfino un po’ di sabbia, ricordarci di lasciare ancora un piccolo spazio.
Per un amico.
Per una risata.
E, perché no, per due bicchieri di buon vino.
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Libri consigliati
#1. “Zero sforzo. Rendi più facili le cose che contano di più” di Greg McKeown
È molto affine alla metafora del barattolo: una volta individuate le cose importanti, come possiamo dedicare loro energie senza complicarci inutilmente la vita?
#2. “Quattromila settimane” di Oliver Burkeman
Questo per me rimane il più adatto in assoluto. Parte dalla consapevolezza che il nostro tempo è limitato e che cercare di fare tutto è un’illusione. Bisogna quindi scegliere cosa merita davvero il nostro tempo. È praticamente la lezione del barattolo sviluppata in forma di saggio.
#3. “Meditazione per comuni mortali” di Oliver Burkeman
Un invito a riconoscere i propri limiti e a smettere di voler fare tutto. Burkeman propone un percorso per rallentare, scegliere ciò che conta davvero e dedicare il proprio tempo alle cose più importanti della vita.

