Last Updated on 20 Settembre 2025 by Samuele Corona
Roberto Assagioli (1888–1974) è il fondatore della Psicosintesi e una delle menti più libere della psicologia italiana. Medico, ricercatore e umanista, roberto assagioli coltivò un’idea ampia della persona, in cui dimensioni biologiche, psicologiche e spirituali vengono considerate in modo integrato.
Nel 1910 conseguì la laurea in Medicina all’Università di Firenze con una tesi sulla psicoanalisi, preparata al Burghölzli di Zurigo, ambiente d’avanguardia dove ebbe modo di confrontarsi con le ricerche di Bleuler e con il giovane C. G. Jung.
Attorno alla rivista “Psiche”, fondò con De Sarlo, Villa, Sarfatti e altri l’Associazione di Studi Psicologici (1914), nata per promuovere una psicologia “nel senso più liberale della parola, senza esclusione di metodi e dottrine”: un programma di apertura metodologica in netta polemica con l’orientamento allora dominante nella Società Italiana di Psicologia.
Dopo un intenso training psicoanalitico, roberto assagioli fu riconosciuto da Freud e da Jung tra i principali riferimenti della psicoanalisi in Italia; e tuttavia, proprio nel 1910, prese consapevolmente le distanze dall’ortodossia freudiana. L’intento non era negare l’inconscio, ma superare ogni riduzionismo e cogliere la complessità dell’esperienza umana: pulsioni, emozioni, mente, volontà, valori e senso.
Nel 1926 fondò a Roma l’Istituto di Psicosintesi, che dovette chiudere sotto il regime fascista per poi riprendere le attività a Firenze nel dopoguerra. In questa traiettoria biografica si delinea la cifra del suo contributo: rovesciare l’idea di una psicologia confinata alla patologia o alla sola interpretazione, orientandola invece alla crescita, all’integrazione e alla responsabilità personale.
Roberto Assagioli: la Psicosintesi, principi e metodi
Con il termine “psicosintesi” (abbreviazione di “biopsicosintesi”), Roberto Assagioli definì una concezione e un metodo. Concezione: l’essere umano come unità bio-psico-spirituale, dotato di risorse latenti e di una tendenza intrinseca all’armonizzazione. Metodo: un insieme integrato di oltre quaranta procedure a finalità psicologica.
Tra queste, l’esercizio di disidentificazione e auto-identificazione, il lavoro sulle subpersonalità, l’uso creativo dell’immaginazione (immaginazione attiva guidata, simbolizzazione), pratiche di attenzione e concentrazione, meditazione riflessiva, diario e auto-osservazione, tecniche espressive, allenamento della volontà.

Non si tratta di un “eclettismo senza criteri”, bensì di un approccio programmaticamente integrativo: assumere il meglio di ogni scuola, valutarlo alla luce dell’esperienza clinica e ordinarlo in un quadro coerente.
Psicoterapia e formazione del carattere, igiene mentale ed educazione, sviluppo personale e servizio alla comunità sono, nella prospettiva psicosintetica, aspetti di un’unica dinamica: conoscere, scegliere, integrare, agire.
L’opuscolo “Psychosynthesis. A New Method of Healing” (1926) segnò la presentazione pubblica dell’indirizzo e resta un testo di riferimento per comprendere come roberto assagioli concepisse la cura: non solo eliminazione del sintomo, ma promozione di equilibrio, creatività e senso, in dialogo con i valori che orientano la vita.
Roberto Assagioli: il “diagramma a uovo”, il Sé e la volontà
Di particolare rilievo è la mappa strutturale della psiche proposta da roberto assagioli, il noto “diagramma a uovo”.
Essa distingue aree intercomunicanti: l’inconscio inferiore (pulsionale), l’inconscio medio (memorie, abitudini, competenze), l’inconscio superiore o supercosciente (intuizioni, ideali, ispirazioni), il campo della coscienza, il Sé personale o “Io” come centro di autocoscienza e di scelta, il Sé transpersonale come sorgente più profonda di significato, e lo sfondo dell’inconscio collettivo.
La dinamica tra passato, presente e futuro viene letta come movimento di integrazione progressiva: ciò che è scisso o in conflitto può essere riconosciuto, riorganizzato e orientato a fini più ampi.
In questo quadro, la volontà non è semplice “sforzo”: è funzione orchestrante. Assagioli distingue aspetti della volontà “forte” (determinazione), “buona” o etica (orientata al bene), “sapiente” (discernimento), “morbida” (flessibilità). La volontà governa l’uso delle energie psichiche (emozioni, pensiero, immaginazione, intuizione) e rende possibile la progettualità.
Tecniche come la disidentificazione, il lavoro sulle subpersonalità, l’ideal-model (modello ideale), l’uso dei simboli e l’allenamento della volontà mirano a far emergere un Io capace di scelta consapevole e di relazione creativa con il Sé.
La tipologia proposta da roberto assagioli (amore, attivo-pratico, creativo-artistico, devozionale-idealistico, organizzativo, scientifico, volontà) non ingabbia, ma orienta: invita a riconoscere la “tonalità dominante” e a sviluppare le qualità meno espresse, in cerca di un’armonia personale non rigida ma vitale.
Roberto Assagioli: clinica, applicazioni ed eredità
In ambito clinico, roberto assagioli osserva che il disagio nasce quando elementi interni coesistono senza connessione o si scontrano. La terapia non schiera una parte contro l’altra: favorisce processi spontanei di associazione e coordinamento, fino a ripristinare equilibrio e armonia.
Da qui l’attenzione a diagnosi funzionali (quali energie sono attive? quali represse? come dialogano?) e a obiettivi graduali: dal sollievo sintomatico alla riorganizzazione dell’Io, fino all’allineamento tra valori personali e azioni.
La Psicosintesi non si limita alla dimensione individuale. Assagioli parla di psicosintesi interpersonale, di gruppo, educativa, della coppia; e allarga l’orizzonte alla psicosintesi delle età della vita, delle religioni, delle nazioni, fino a ipotizzare una psicosintesi dell’umanità e persino “cosmica”.
L’idea (in sintonia con alcune intuizioni junghiane e, più tardi, con il clima culturale della New Age) è la possibilità di una nuova fase storica fondata su conciliazione e integrazione.
Al di là delle mode, l’eredità di roberto assagioli resta nella sua proposta radicalmente non dogmatica: metodi diversi, usati con criterio e responsabilità; una psicologia della libertà interiore, dove la volontà orienta e coordina; un’etica del servizio, in cui crescita personale e bene comune si sostengono a vicenda.
Oggi centri di Psicosintesi sono presenti in vari paesi e l’approccio trova applicazioni in psicoterapia, educazione, coaching e contesti organizzativi. Più che promettere l’assenza di conflitti, la Psicosintesi insegna a trasformarli in creatività e significato, traducendo valori in azioni coerenti. In questo senso, la lezione di roberto assagioli rimane attuale: dare forma unitaria alla pluralità che siamo.
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